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Roma, 25 luglio 2003
MADE IN ITALY: IL BELGIO APPREZZA LA CUCINA ITALIANA E ADORA LA PASTA, MA CHIEDE MAGGIORI GARANZIE


I belgi conoscono la cucina italiana, frequentano i ristoranti che vi si ispirano, apprezzano le tradizioni gastronomiche del nostro Paese e nella stragrande maggioranza hanno mangiato, almeno una volta, in un ristorante di cucina italiana.
Queste le conclusioni dell’indagine demoscopica Sociometrica e GFK ITALIA, commissionata dall’ARDI (l'Associazione Internazionale dei Ristoranti d’Italia della Fipe-Confcommercio), sulla percezione generale della cucina italiana e della sua ristorazione in Belgio, primo Paese europeo interessato dal progetto "Marchio di qualità dei ristoranti italiani nel mondo".
L'indagine è stata presentata durante la cerimonia di consegna dei primi trenta certificati di autenticità da parte del Presidente di Confcommercio e ARDI Sergio Billè e del Ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno ad altrettanti ristoranti italiani che operano in Belgio (25) e Lussemburgo (5).
Secondo Sociometrica - che ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione adulta di lingua francese e fiamminga del Paese - l’82% della popolazione belga conosce la cucina italiana e poco meno del 90% di essi la apprezza e ha mangiato almeno una volta in un ristorante italiano.
Regina incontrastata della tavola italiana, per i Belgi, è la pasta (44%), seguita dalla pizza (28%), dai formaggi (11%) e dal vino (10%). La maggioranza dei Belgi, poi, pensa che la nostra cucina sia all’altezza di quella francese e uno su quattro la pone addirittura al primo posto.
L’indagine rileva, inoltre, che un intervistato su tre mostra perplessità sull’autenticità della cucina italiana proposta dai tanti ristoranti “all'italiana” presenti nel Paese e ben il 65% del campione apprezzerebbe la presenza di un marchio di qualità che garantisca i consumatori sull’autenticità e qualità dei ristoranti che vogliano fare cucina italiana.
"Alla luce di questa indagine - dice Edi Sommariva, segretario generale ARDI-Fipe - risulta evidente come il nostro progetto, promosso dal "Comitato per la valorizzazione della produzione agroalimentare di qualità nella ristorazione italiana all’estero" presieduto dal Ministro Alemanno, sia la risposta ad una precisa esigenza di riconoscibilità e qualità che non viene soltanto dai nostri ristoratori all'estero, ma dagli stessi consumatori dei diversi Paesi che apprezzano la nostra cultura enogastronomica"

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