 |
Intorno alla nostra cultura enogastronomica, anche in
forza di importanti flussi migratori dallItalia verso
altri Stati, si è sviluppata nel tempo una vera e propria
rete internazionale di ristoranti.
Allinizio tale rete rappresentò sostanzialmente
un punto di incontro privilegiato per i nostri connazionali
allestero, nella quale ritrovarsi di tanto in tanto per
mitigare la nostalgia del Paese dorigine o per ritrovarvi
sapori autentici di una cucina spesso molto diversa
da quella locale.
Ben presto, le valenze indiscusse della nostra cucina, la
sapienza dei nostri cuochi e la loro grande volontà
di emergere, avviò i ristoranti a divenire templi indiscussi
e prestigiosi del mangiar bene e di qualità.
Tutto ciò è avvenuto al di fuori di schemi
organizzati, senza un disegno preordinato, con scarsi sostegni
pubblici ( come invece è avvenuto e avviene per le
altre due grandi cucine mondiali, quella francese
e quella cinese), senza una vera e propria rete formativa,
senza strategie di promozione dedicate. Il merito di questo
successo va, in sostanza, a quegli imprenditori che hanno
saputo realizzarsi con successo in mercati spesso più
competitivi di quello nazionale, giocando tutto sulla propria
professionalità, sul proprio legame con la terra dorigine
( nella quale frequentemente ritornano per tenere vivo
il gusto dei nostri prodotti e della nostra cucina e
per rinsaldare i legami con i colleghi e con la filiera agroalimentare).
Ma come ogni prodotto di marca e, soprattutto, in assenza
di tutela delle migliaia di ricette della nostra tradizione
( basti pensare alla pizza che i giovani americani
definiscono un prodotto tipico americano), anche la cucina
italiana non è immune da tentativi di imitazione ed
è a questa lacuna che il progetto che oggi presentiamo
vuole porre rimedio.
Va dato atto al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali
di aver avuto la sensibilità e la lungimiranza di raccogliere
questa opportunità e di aver avviato un progetto che
fa della cooperazione e dellintegrazione di vari soggetti
pubblici e privati e dellinnovazione delle formule di
intervento, un presupposto essenziale per la sua realizzazione.
Va infine riconosciuto ai prestigiosi ristoratori che hanno
fin qui animato lattività dellAssociazione
Internazionale Ristoranti dItalia e alle due associazioni
che vi hanno aderito ( Ciao Italia e ORPI) non solo limpegno
fin qui profuso ma anche il coinvolgimento forte nella sensibilizzazione
dei colleghi al marchio di autenticità dei ristoranti
italiani nel mondo.
Sergio Billè
Presidente di Confcommercio
Scarica la presentazione
|