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Roma, 7 ottobre 2002
Abstract del Presidene Sergio Billé - Roma, 7 ottobre 2002

“ Intorno alla nostra cultura enogastronomica, anche in forza di importanti flussi migratori dall’Italia verso altri Stati, si è sviluppata nel tempo una vera e propria rete internazionale di ristoranti.
All’inizio tale rete rappresentò sostanzialmente un punto di incontro privilegiato per i nostri connazionali all’estero, nella quale ritrovarsi di tanto in tanto per mitigare la nostalgia del Paese d’origine o per ritrovarvi “sapori” autentici di una cucina spesso molto diversa da quella locale.

Ben presto, le valenze indiscusse della nostra cucina, la sapienza dei nostri cuochi e la loro grande volontà di emergere, avviò i ristoranti a divenire templi indiscussi e prestigiosi del mangiar bene e di qualità.

Tutto ciò è avvenuto al di fuori di schemi organizzati, senza un disegno preordinato, con scarsi sostegni pubblici ( come invece è avvenuto e avviene per le altre due grandi cucine “mondiali”, quella francese e quella cinese), senza una vera e propria rete formativa, senza strategie di promozione dedicate. Il merito di questo successo va, in sostanza, a quegli imprenditori che hanno saputo realizzarsi con successo in mercati spesso più competitivi di quello nazionale, giocando tutto sulla propria professionalità, sul proprio legame con la terra d’origine ( nella quale frequentemente ritornano per “tenere vivo il gusto” dei nostri prodotti e della nostra cucina e per rinsaldare i legami con i colleghi e con la filiera agroalimentare).

Ma come ogni prodotto di marca e, soprattutto, in assenza di tutela delle migliaia di ricette della nostra tradizione ( basti pensare alla “pizza” che i giovani americani definiscono un prodotto tipico americano), anche la cucina italiana non è immune da tentativi di imitazione ed è a questa lacuna che il progetto che oggi presentiamo vuole porre rimedio.

Va dato atto al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di aver avuto la sensibilità e la lungimiranza di raccogliere questa opportunità e di aver avviato un progetto che fa della cooperazione e dell’integrazione di vari soggetti pubblici e privati e dell’innovazione delle formule di intervento, un presupposto essenziale per la sua realizzazione.
Va infine riconosciuto ai prestigiosi ristoratori che hanno fin qui animato l’attività dell’Associazione Internazionale Ristoranti d’Italia e alle due associazioni che vi hanno aderito ( Ciao Italia e ORPI) non solo l’impegno fin qui profuso ma anche il coinvolgimento forte nella sensibilizzazione dei colleghi al marchio di autenticità dei ristoranti italiani nel mondo”.

Sergio Billè
Presidente di Confcommercio

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