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Marchio di Autenticità

L’enogastronomia italiana, insieme ad una tradizione culinaria famosa per ricchezza, varietà e qualità, rappresenta un patrimonio culturale ed economico che concorre significativamente al successo del “marchio Italia” nel mondo.
Intorno alla cultura enogastronomica, anche in forza di importanti flussi migratori dall’Italia verso altri Stati, si è sviluppata nel tempo una vera e propria rete internazionale di ristoranti.
All’inizio tale rete rappresentò sostanzialmente un punto di incontro privilegiato per gli emigranti italiani all’estero, in cui ritrovarsi di tanto in tanto per mitigare la nostalgia del Paese d’origine o per ritrovarvi “sapori” autentici di una cucina spesso molto diversa da quella locale.
Ben presto, le valenze indiscusse della cucina, la sapienza dei cuochi e la loro grande volontà di emergere, avviò i ristoranti italiani a divenire templi indiscussi e prestigiosi del mangiar bene e di qualità, attraverso un percorso sviluppatosi in tutto il mondo sulla base di tre “percezioni” forti :
1. la valenza salutistica della dieta "mediterranea", nella quale semplicità e gusto si coniugano alla equilibrata ripartizione di grassi e proteine;
2. la qualità intrinseca riconosciuta ad alcuni prodotti (pasta, olio di oliva extravergine, salumi, formaggi, vini);
3. l’immagine Italia, come meta turistica collegata al ricordo di sapori e gusti trovati in vacanza.
Ma non tutti i ristoranti hanno saputo seguire questa strada. Se ne sono via via aggiunti di nuovi, non sempre “rispettosi” delle tradizioni e della cultura della madre patria.
L’espansione di questa “insegna” ha raggiunto negli ultimi anni, secondo un’indagine condotta da Fipe e da ICE, circa 55-60mila esercizi, di cui almeno 25mila all’interno dei Paesi UE. Ma solo una parte di questi ha sviluppato la propria attività conservando legami forti con le radici del Paese d’origine.

Troppo spesso, e troppo facilmente, tale “ricchezza” viene contraffatta nelle insegne e nei menu, priva com’é della protezione che può derivare da una qualsiasi codifica o da una classificazione.
Il disagio che ne deriva, al di là di evidenti effetti negativi sul versante dell’economia delle imprese di tutta la filiera agroalimentare, assume una forte rilevanza sociale se si pensa che la cucina italiana è il frutto di un secolare processo storico di una società protagonista di significativi momenti della civilizzazione umana. Per una particolare attitudine degli italiani ad occuparsi della qualità della vita e dei rapporti umani, la tavola è divenuta nella loro cultura il simbolo dell’ospitalità e della accoglienza familiare ed il cibo ha assunto il valore di una modalità per esprimere sentimenti, al pari della musica e dell'arte.
Per questi motivi la cucina italiana è un contributo al patrimonio della umanità e va difesa e protetta dalle adulterazioni e dalle falsificazioni per salvaguardarne la storia, la cultura, la qualità e la genuinità.

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