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“L’Italia dei Sapori” sarà l’occasione per portare su un importante palcoscenico francese e internazionale come Equiphotel un pokerissimo di grandi e giovani chef italiani, capaci di fare alta cucina d’autore con grandi materie prime che arrivano da alcuni dei più qualificati territori della penisola. La capacità di restare ancorati alle proprie radici è una peculiarità dei nuovi cuochi d’Italia, cambia il loro uso, cambiano le tecniche e le presentazioni, lo spirito in cucina.
Nelle cinque giornate parigine si alterneranno Massimo Bottura, Moreno Cedroni e Carlo Cracco quarantenni, Fabio Baldassarre e Niko Romito trentenni. Bottura, emiliano di Modena, nella sua città è il titolare della Francescana, un ristorante dove la grande tradizione dell’Emilia più “grassa” e ricca si sposa a un creatività e una ironia senza pari, come in un primo piatto nel quale i tortellini “camminano” sul brodo. Cedroni è un marchigiano di Senigallia in provincia di Ancona. I suoi primi passi furono con la pizza, nel tempo, alla Madonnina del Pescatore, ristorante in riva al mare Adriatico, ha eliminato i classici della cucina di mare, come il fritto misto e gli spaghetti allo scoglio (ovvero ai frutti di mare), per presentare la sua personalissima cucina. I suoi spaghetti psichedelici, cotti direttamente nel sugo come fossero un risotto, hanno fatto dire al catalano Ferran Adrià che erano la migliore spaghettata della sua vita. Carlo Cracco è un veneto che il lavoro ha portato a mettere radici a Milano. Cracco-Peck è un santuario sia della creatività allo stato puro, incredibili i lavori con il midollo e con l’uovo, sia della tradizione milanese al punto che il miglior risotto allo zafferano può precedere un carpaccio caldo di rognone e ricci di mare.
E ora i due più giovani del gruppo. Fabio Baldassarre è di famiglia abruzzese e di lungo presente romano. Nella capitale è responsabile della carta dell’Altro Mastai, ambiente elegante e proposte creative che mettono d’accordo i clienti italiani e quelli stranieri come un arrosto di vitello al profumo di caffè. Niko Romito infine, è un abruzzese che pochi anni fa ha lasciato gli studi universitari a Roma per la scomparsa del padre, pronto a rilevarlo alla guida del locale di famiglia. Partito in pratica da zero, ha dimostrato carattere e grande padronanza delle materie prime in una regione, l’Abruzzo, emergente per vini e cibi nel panorama italiano ma ancora molto legata al suo passato…
Paolo Marchi
“Il Giornale”
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